Ingente sequestro di reperti archeologici: 13 gli indagati

Oltre 2mila reperti archeologici sequestrati e 13 persone indagate, accusate a vario titolo di associazione per delinquere, ricettazione, scavo clandestino e impossessamento di reperti archeologici. È il bilancio dell’operazione Taras, nome del personaggio della mitologia greca considerato il leggendario fondatore della città di Taranto. L’indagine è stata condotta dai carabinieri, avviata dalla procura di Roma e poi proseguita da quella di Taranto. E' stata sgominata una presunta organizzazione dedita al traffico internazionale di reperti archeologici, risalenti al periodo compreso tra il VI e il II secolo avanti Cristo. I cimeli sono stati rubati nel Tarantino, soprattutto nell’area del parco archeologico di Saturo, e in Basilicata, e venduti al mercato nero con destinazione Germania, Belgio, Olanda e Svizzera. Sequestrate ceramiche a figure rosse, ceramiche miniaturistiche, ceramiche votive, corredi funerari, utensili in bronzo, due elmi corinzi in bronzo, lastre di coperture sepolcrali in terracotta, pregevoli monili in oro e monete antiche, come quella raffigurante Taras.

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