lunedì 23 novembre 2020

Dalla Basilicata aiuti alla popolazione calabrese

Un aiuto concreto anche  della Basilicata alle popolazioni calabresi, che nel fine settimana sono state colpite da eventi di natura alluvionale. Dalla sala operativa del Dipartimento regionale della Protezione Civile è stato disposto l’invio di sei squadre, per un totale di 25 volontari per rischio idrico. “Siamo intervenuti – ha detto il responsabile della sala operativa regionale, Ugo Albano - a supporto del Dipartimento nazionale di Protezione Civile, che ci ha chiesto in piena notte l’invio di squadre di volontari a supporto delle popolazioni calabresi alluvionate. Ci siamo subito adoperati per rintracciare il personale idoneo che potesse raggiungere le sedi emergenziali. Alle 3 della notte fra sabato e domenica è partita una squadra composta da quattro persone del Nov di Pisticci e Marconia, che dopo circa un’ora e mezza ha raggiunto la località di Cirò Marina e si è messa a disposizione per portare supporto alla cittadinanza, svuotare locali e cantine allagati. Nelle ore successive abbiamo attivato l’associazione di Protezione Civile Gruppo Lucano, che ha inviato cinque squadre con attrezzature idonee, per un totale di 21 volontari, operative a Crotone già dalle 17 di domenica e tutt’ora al lavoro per prestare aiuto”. “L’intervento di questo fine settimana delle nostre squadre di soccorso - ha commentato l’assessore regionale alle Infrastrutture, Donatella Merra - dimostra e manifesta la resilienza e le capacità della nostra Protezione Civile regionale, che anche in questo momento di emergenza legato al Covid-19 non si sottrae dal prestare soccorso, attraverso la sua importante rete di volontari che opera nel territorio lucano, alle popolazioni di altre regioni, in forte difficoltà a causa degli eventi alluvionali delle ultime ore”.  

Cigl: "40 anni fa il terremoto che devastò la Basilicata"


“40 anni fa il terremoto che devastò la Basilicata”. Così il segretario generale della Cgil Basilicata, Angelo Summa, il quale ha rimarcato il ruolo del sindacato durante e dopo l’ evento sismico che colpì la Basilicata 40 anni fa, lasciando sui territori un costo enorme: tremila morti, più di ottomila feriti e 300mila senzatetto, intere aree produttive rase al suolo e città e paesi scomparsi.  "Il sindacato - ha aggiunto Summa – si trovò ad affrontare una grande sfida. La ripartenza delle zone terremotate fu affidata a strumenti che, seppur fra le tante farraginosità, scandali e inefficienze, ebbero un impatto positivo duraturo. E Anche la legge 219/1981, creata ad hoc per la ricostruzione delle zone colpite dal sisma, “pur fra le tante distorsioni generate – spiega Summa – ebbe un peso per la ricostruzione. In Basilicata vennero spesi circa 3.700 miliardi di vecchie lire. L'opera di recupero del patrimonio edilizio, sia pure tra ritardi e lentezze e con tempi diversi da provincia a provincia, è stata quasi ultimata sia in Campania che in Basilicata, al netto della soluzione abitativa ancora da dare a circa 350 residenti del Bucaletto a Potenza. Determinante fu il ruolo del sindacato." (nella foto incontro di Luciano Lama con i sindaci dei paesi colpiti dal terremoto del 1980

 

Sisma del 1980, evento on line della Cisl Basilicata

A quarant'anni dal terremoto che colpì con particolare violenza l'Irpinia e la provincia di Potenza, il CRU Unipol e la Cisl Basilicata propongono una riflessione sulla costruzione dei legami immateriali che costituiscono una comunità e sul ruolo del sindacato quale soggetto che contribuisce allo sviluppo territoriale. Il convegno si terrà in videoconferenza. I lavori saranno conclusi dalla segretaria generale della Cisl Annamaria Furlan. L'evento sarà trasmesso sulle pagine Facebook della Cisl Basilicata e del CRU Unipol. Introduzione affidata a Enrico Gambardella, segretario generale della Cisl Basilicata. 

Sisma '80. Papa Francesco: “Ferite non ancora del tutto rimarginate”

Il Papa all'Angelus ha ricordato il terremoto dell'Irpinia di 40 anni fa. "Desidero inviare un pensiero speciale alle popolazioni della Campania e della Basilicata a quaranta anni dal disastroso terremoto che ebbe il suo epicentro in Irpinia e seminò morte e distruzione", ha detto il Pontefice.  "Quell'evento drammatico le cui ferite anche materiali non sono ancora del tutto rimarginate - ha aggiunto Papa Francesco - ha evidenziato la generosità e la solidarietà degli italiani. Ne sono testimonianza tanti gemellaggi tra paesi terremotati e quelli del nord e del centro i cui legami ancora sussistono queste iniziative hanno favorito il faticoso cammino della ricostruzione e soprattutto la fraternità tra le diverse comunità della Penisola. 

Sisma '80. Mattarella: “Profonda la ferita, immensa la volontà di ripartire”

"Sono trascorsi quarant'anni dall'immane tragedia provocata dal terremoto che devastò l'Irpinia e la Basilicata, colpendo anche parte della Puglia. Quasi tremila persone morirono sotto le macerie delle proprie case, o in conseguenza delle distruzioni di edifici." Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in una dichiarazione nell’anniversario del sisma del 1980, che colpì la Basilicata e l'Irpinia. "Nella ricorrenza del più catastrofico evento della storia repubblicana- aggiunge - desidero anzitutto ricordare le vittime, e con esse il dolore inestinguibile dei familiari, ai quali esprimo i miei sentimenti di vicinanza. Anche il senso di comunità che consentì allora di reagire, di affrontare la drammatica emergenza, e quindi di riedificare borghi, paesi, centri abitati, e con essi le reti di comunicazione, le attività produttive, i servizi, le scuole, appartiene alla nostra memoria civile. Profonda è stata la ferita alle popolazioni e ai territori. Immensa la volontà e la forza per ripartire".

Covid-19. In Campania 3.217 i nuovi positivi, ma anche 850

Continua a calare, in Campania, la percentuale positivi-tamponi esaminati. Nelle ultime ore sono 3.217, secondo quanto rende noto l'Unità di crisi della Regione Campania, le persone contagiate, su 24.332 tamponi esaminati. Resta alto il numero degli asintomatici, 2.976. Ventuno le persone decedute nel periodo 15-21 novembre e 850 i guariti.

Covid-19. In Puglia 1.327 nuovi casi positivi su 6677 test

Su 6677 test per l'infezione da covid-19 sono stati registrati 1.327 casi di nuovi positivi in Puglia: 403 in provincia di Bari, 397 in provincia di Foggia, 197 in provincia di Taranto, 151 in provincia di Lecce,116 nella provincia BAT, e 52 in provincia di Brindisi, 7 residenti fuori regione, 4 casi di residenza non nota. Ci sono stati 32 decessi: 14 in provincia BAT, 7 in provincia di Foggia, 4 in provincia di Bari, 3 in provincia di Taranto, 1 in provincia di Brindisi,1 in provincia di Lecce e 2 residenti fuori regione.

Covid-19. In Basilicata esaminati 1.686 tamponi, 279 positivi

Sono 279 i nuovi positivi emersi nelle ultime 24 ore, in Basilicata, dall'esame di 1.686 tamponi: lo ha reso noto la task force regionale, spiegando che si sono registrati altri sei decessi. I lucani "attualmente positivi" sono 4.995, quelli in isolamento domiciliare sono 4.814. Il totale delle vittime del covid-19 in Basilicata è salito a 110, mentre sono mille i guariti. Nei due ospedali di Potenza e di Matera sono ricoverate 181 persone. 

Incidente di caccia nel potentino: ferita una donna di 33 aqnni

Una donna di 33 anni a Muro Lucano (Pz) è rimasta gravemente ferita dopo essere stata colpita da una fucilata. A sparare ieri pomeriggio un suo familiare di 60 anni, pensando in lontananza si trattasse di un cinghiale. La donna, colpita all’altezza dell’addome, non sarebbe in pericolo di vita. L’incidente è avvenuto nei pressi di località Ponte Giacoia, dove vive l’uomo, non lontano dalla sua abitazione. Accortosi di quanto accaduto, è stato lui stesso a chiamare i soccorsi. Immediato l’intervento dei sanitari del 118 Basilicata, che hanno trasferito d’urgenza la ragazza all’ospedale “San Carlo” di Potenza. Sul posto immediato anche l'intervento dei carabinieri per valutare la posizione dell’uomo ed effettuare tutti i rilievi del caso per risalire all’esatta dinamica dell’accaduto. I militari dell’Arma hanno accertato per il momento il fatto che la giovane è stata ferita accidentalmente dall’uomo e non volontariamente.

sabato 21 novembre 2020

AssoRadio: “Si faccia marcia indietro sulla suddivisione dei fondi”


Nei primi mesi del 2020 il Mise ha istituito un Fondo di Emergenza Covid-19 di 50 milioni di Euro che andava diviso fra tutte le radio e tv locali, che avevano sofferto nel 2020 di un calo di fatturato, a seguito della chiusura degli esercizi commerciali disposta dal Governo per prevenire l’ondata pandemica. Invece, il Fondo di Emergenza è stato “agganciato” alla graduatoria del 2019, anno in cui non c’era ancora nessuna pandemia escludendo di fatto oltre 400 fra radio e tv locali. Assoradio, l’associazione delle Radio Italiane unite di cui fanno parte le emittenti del Gruppo Emmedue, aggiunge che sulla questione è intervenuta anche l’Autorità Garante per la concorrenza ed il Mercato, a Maggio 2020, che ha individuato elementi di criticità nelle modalità di ripartizione. Come andrà a finire ? Che molti soldi andranno nelle tasche di pochissimi imprenditori. Una stazione lombarda (che si sente fra l’altro a Milano ma non in tutta la Regione) forse prenderà più di tre-quattro milioni di euro. Un’altra stazione pugliese, più o meno altrettanto. Un modo corretto di amministrare il denaro pubblico? Perché quei soldi questo sono: denaro pubblico. Non sono (non ancora) soldi del Recovery Fund.” “Ci auguriamo – conclude Assoradio -  che qualcuno faccia marcia indietro, e divida equamente fra tutte le emittenti (che sono regolarmente concessionarie dello Stato) quel denaro pubblico che proviene dalle tasche di tutti i cittadini.”

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