Gli agricoltori lucani a bordo dei loro trattori sono tornati in presidio ieri mattina davanti la sede della Regione Basilicata, a Potenza. Dopo circa un mese dalla prima grande mobilitazione che ne aveva portati centinaia ad occupare il parcheggio antistante la sede dell’ente, restando anche durante la notte si è registrata una doppia riunione del tavolo di crisi sull’agricoltura, ma anche incontri con l’assessore all’agricoltura, Galella e poi con il governatore Bardi, che di una seduta straordinaria del consiglio regionale, convocata ad hoc, avente ad oggetto esclusivamente le richieste degli operatori del comparto. L’atto deliberato – approvato ma non ancora reso esecutivo – ha previsto alcune soluzioni relative sia al contrasto dell’incontrollato proliferare della fauna selvatica che misure per calmierare i costi del carburante agricolo. Gli agricoltori sono tornati a chiedere alla politica di trovare "le soluzioni migliori programmando interventi e misure mirate a soddisfare le nostre richieste, tra le quali anche sussidi per poter recintare i terreni, limitando così l’accesso della fauna selvatica.
Ancora in protesta gli agricoltori a Potenza
Gli agricoltori lucani a bordo dei loro trattori sono tornati in presidio ieri mattina davanti la sede della Regione Basilicata, a Potenza. Dopo circa un mese dalla prima grande mobilitazione che ne aveva portati centinaia ad occupare il parcheggio antistante la sede dell’ente, restando anche durante la notte si è registrata una doppia riunione del tavolo di crisi sull’agricoltura, ma anche incontri con l’assessore all’agricoltura, Galella e poi con il governatore Bardi, che di una seduta straordinaria del consiglio regionale, convocata ad hoc, avente ad oggetto esclusivamente le richieste degli operatori del comparto. L’atto deliberato – approvato ma non ancora reso esecutivo – ha previsto alcune soluzioni relative sia al contrasto dell’incontrollato proliferare della fauna selvatica che misure per calmierare i costi del carburante agricolo. Gli agricoltori sono tornati a chiedere alla politica di trovare "le soluzioni migliori programmando interventi e misure mirate a soddisfare le nostre richieste, tra le quali anche sussidi per poter recintare i terreni, limitando così l’accesso della fauna selvatica.


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