Sono 18.309 i lavoratori lucani
che nel corso del 2022 hanno cessato il proprio rapporto di lavoro a tempo
indeterminato, e di questi oltre il 50 per cento (9.281) si è dimesso: è il
dato più rilevante emerso dalla elaborazione dell'Osservatorio del
mercato del lavoro regionale che sono stati resi a Potenza,
dall'assessore regionale alle attività produttive, Alessandro Galella, e dal
project manager di Ett, società che ha progettato il sistema informativo
dell'Osservatorio, Marco Velludo. La rilevazione dei dati occupazionali in regione ha
ricompreso un periodo che va dal 2019, precovid, al 2022. “Per la prima volta abbiamo a disposizione dati che sono significativi – ha sottolineato l’assessore regionale alle Politiche di Sviluppo, Alessandro Galella – e ci indicano come spendere gli ingenti fondi che ci arriveranno con la programmazione dei prossimi sette anni di fondi europei”. Esaminando il rapporto tra assunzioni e cessazioni del rapporto di lavoro, il 2021 segna la ripartenza dell’economia in Basilicata dopo il fermo dell’anno precedente dovuto al Covid. Nel 2022 la provincia di Matera continua nel trend positivo (+ 1880) già evidenziato nel 2019, effetto della nomina a Capitale europea della Cultura (+3056). Decisamente meno dinamica, invece, la provincia di Potenza, che nel 2022 chiude in negativo il rapporto tra assunti e licenziati (-542). Nello stesso anno sono stati stipulati 20 mila contratti a tempo determinato contro i 146 mila a tempo indeterminato. Per quanto riguarda la cessazione dei rapporti di lavoro nel 2022 sono cessati 18 mila contratti a tempo indeterminato “per giustificato motivo oggettivo”. Il quadro, come ha spiegato Velludo, rivela "una Basilicata dinamica che ha reagito,
specie nell'ultimo anno di riferimento alle varie situazioni".


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