Covid. Favori per usufruire di tamponi: prorogate indagini per il presidente Bardi e altre 20 persone

E’ stata notificata nei giorni scorsi la proroga delle indagini preliminari per una ventina di persone, tra cui il presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi e di due assessori in carica, entrambi della Lega, indagati per peculato nell’ambito di un’inchiesta, cominciata nel 2020, su presunti favori ricevuti per usufruire di tamponi all’inizio della pandemia. La notizia è stata pubblicata oggi sull’edizione Basilicata de “Il Quotidiano del Sud”. Bardi, attraverso il suo portavoce, ha ribadito la sua “fiducia nella magistratura. Su tamponi e vaccini” ha aggiunto il governatore lucano “ho fatto di tutto per i lucani”. Bardi ha inoltre confermato “la completa disponibilità nei confronti degli inquirenti per fare chiarezza su una vicenda che mi addolora molto e che riguarda un periodo – la pandemia – che ha segnato profondamente la mia vita, dato il mio impegno diretto e le mie enormi responsabilità dinanzi a un evento imprevisto e imprevedibile, nei confronti del quale ho investito tutte le mie energie unicamente per proteggere i lucani”. Le indagini sui tamponi privilegiati fanno parte di uno dei filoni di un’inchiesta, avviata nel 2019, con al centro un noto avvocato del capoluogo lucano, Raffaele De Bonis Cristalli, su un presunto sistema di scambi di favori tra uomini politici, amministratori e imprenditori. Oltre a Bardi, hanno ricevuto l'avviso di proroga delle indagini preliminari anche due assessori della Lega in carica Francesco Fanelli (sanità) e Donatella Merra (infrastrutture), un ex assessore, Gianni Rosa (Fratelli d'Italia) e un consigliere regionale Giovanni Vizziello (Lega).

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